«Io e i bulli: il mio naso era diventato un loro problema»

«Durante le scuole medie venivo bullizzata e definita “il porco” per i miei chili di troppo e per il mio naso visibilmente alla francese, ma io non mi ero mai posta alcun problema, non ci pensavo. Non pensavo che le mie particolarità fossero dei difetti prima di capire che in realtà lo erano per LORO, il mio aspetto fisico era diventato un LORO problema.»

Queste sono solo alcune delle strazianti parole di Sara, una ragazza di ventun anni che ha deciso di scrivermi la storia della sua difficile adolescenza, caratterizzata dall’insistente giudizio negativo che alcune ragazze più grandi di lei avevano nei suoi confronti. Queste persone credevano che Sara non fosse abbastanza, che il suo aspetto fisico non fosse nella norma e che i suoi chili “di troppo” e il suo naso all’insù la facessero sembrare un maiale.

«Venivo presa di mira per il mio aspetto fisico non proprio perfetto o normale per loro… Ma normale rispetto a chi? Rispetto a che cosa? Avevo qualche chilo in più, è vero, ma io mi piacevo.»

Uno dei tanti difetti di questa società è che qualsiasi individuo ne faccia parte crede sempre di avere il diritto assoluto di giudicare in maniera universale qualsiasi essere animato esistente, pur non conoscendolo e non essendosi mai soffermato su tutte le sue caratteristiche: seppure avessimo un milione di pregi e un piccolissimo difetto, la società si concentrerebbe soltanto su quel minimo difetto senza considerare tutte le altre particolarità che ci comporrebbero.

E sapete qual è la cosa più triste? Quella stessa società distruttrice che vorremmo tanto cambiare, ha il potere di formattare il nostro cervello e di farci cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi, proprio come successe a Sara.

«Non capivo la cattiveria… non faceva parte di me. Poi però, dopo anni, quasi riuscirono a farmi credere di essere sbagliata, brutta, diversa, fuori posto. Mi sentivo costantemente goffa, non come le altre… che invece erano belle, magre, perfette.»

Il lato positivo, invece, è che il giudizio dei bulli non è universale come ognuno di essi crede e dunque può essere sconfitto, l’importante è trovare la forza di far finta di non sentire le loro critiche e cercare di ricominciare da zero.

Per ricominciare a vivere, dobbiamo ripartire da noi e dall’amore che provavamo nei nostri confronti e che magari ormai si è spento a causa delle parole di chi, di noi, non ha mai capito niente.

«Alla fine mi sono presa la mia rivincita decidendo di andare da una nutrizionista, una volta aver perso quei dieci chili per loro ero “troppo magra”, tutti mi dicevano che ero meglio prima.»

Queste parole fanno capire l’infondatezza su cui si basa il giudizio della gente: il mondo critica per puro divertimento perché vuole avere la soddisfazione di aver reso qualcuno debole ed insicuro, poi però, quando arriva il vero cambiamento, si comporta come se dalla sua bocca non fosse mai uscito nulla di negativo per cui valesse la pena perdere quei dieci chili.

«Ad oggi conosco il mio corpo e decido da sola se sia il momento di rimettermi in forma o meno, sono più consapevole del mio corpo e amo il mio naso ancora più di prima. I bulli non mi hanno scalfito, però mi hanno lasciato gli attacchi di panico che per me sono una gran bella cicatrice. Ho ancora paura del giudizio degli altri, ho la fobia delle nuove situazioni, mi sento costantemente in ansia… ma ci sto lavorando. Anche se al momento non posso dire di aver sconfitto queste mie paure in maniera definitiva, mi sto impegnando davvero.»

Sono molto felice di aver portato la storia di Sara nel nostro sito, ma vorrei che vi soffermaste tutti sulle sue parole e sul fatto che non dovreste permettere a delle persone estranee di decidere cosa fare e cosa non fare o se aver paura o meno. Ogni paura può essere sconfitta, ve lo posso assicurare io che a causa del bullismo non riuscivo più ad uscire di casa, a sorridere, avevo paura di parlare, quasi anche di respirare e avrei preferito scomparire piuttosto che affrontare determinate situazioni, quindi direi che di paure ne ho sconfitte tante.

La differenza tra noi e i bulli è che loro, singolarmente, non valgono niente perché l’onnipotenza che credono di avere è determinata esclusivamente dalla compagnia dei loro amici. Invece noi, singolarmente, siamo esseri umani capaci di provare emozioni e di essere felici pur non sentendo il bisogno di distruggere la vita di altre persone, perché ci basta vivere la nostra.

«Miei cari bulli, io sono più forte di ognuno di voi.»

Grazie mille a Sara per averci raccontato questa storia, vi ricordo che domani uscirà un video sul bullismo nel mio canale!

6 thoughts on “«Io e i bulli: il mio naso era diventato un loro problema»

  1. Grazie Sara per averci raccontato la tua storia, che tu possa essere un esempio per tutte quelle persone che ancora stanno soffrendo a causa del bullismo. Un abbraccio!

  2. grazie Silvia per aver riportato sul tuo sito l’esperienza di Sara.
    e tu Sara, continua a combattere e non fermarti davanti agli ostacoli, sei più forte tu.

    1. Sei una persona da ammirare
      Anche a me succedono tutt ora situazioni del genere e io parlo con i miei gentori e loro prendono provvedimenti. G
      Grazie per avermi fatto leggere l’ articolo e per avermi fatto dare speranza che la gente brava e intelligente esiste ancora

  3. che belle parole.. spero un giorno di poter raccontare anche io con tanta facilità episodi delicati simili a questi che io in prima persona ho vissuto.
    grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *